L’apprendimento è per noi fonte d’ispirazione. È necessario avere un occhio di riguardo alla migliore architettura tanto del presente quanto del passato, ma è altrettanto vero che l’architettura non necessariamente deve iniziare dall’architettura. Le fonti d’ispirazione possono essere innumerevoli e di conseguenza innumerevoli sono i possibili inizi. L’uomo è il riferimento principe della nostra ricerca e del nostro operare alle diverse scale. È l’uomo che definisce lo spazio nel momento stesso in cui si trova a percorrerlo e sente di riconoscersi nelle relazioni che lo hanno originato; col proprio corpo ne descrive la misura e i limiti, col proprio spirito ne sottolinea gli ideali e i desideri. Nel vivere lo spazio l’uomo esprime la volontà dell’abitare che è insita nell’atto del costruire. Il costruire racchiude in sé tanto il “coltivare” e valorizzare cose che già esistono, quanto l’edificare ed il gestire cose che non esistono. La nostra architettura altro non sarà che “la ponderata costruzione degli spazi”: spazi nuovi che, oltre ad interagire fra loro, dovranno relazionarsi con l’esistente per mostrare quella totalità di senso compiuto in cui ciascuna parte trova il suo significato fino all’obiettivo ultimo, il più difficile, cercare di rappresentare la fiducia e le aspirazioni umane.